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La crisi di Volkswagen & co: è la fine del modello tedesco? COSMO italiano 07.07.2026 18:51 Min. Verfügbar bis 07.07.2027 COSMO Von Luciana Caglioti


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La crisi di Volkswagen & co: è la fine del modello tedesco?

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a cura di Luciana Caglioti, Enzo Savignano e Tommaso Pedicini

La casa automobilistica di Wolfsburg ha annunciato il taglio di ben 100.000 posti e la chiusura di almeno quattro impianti in Germania. La cattiva notizia era attesa da tempo, anche se non in queste dimensioni. E anche gli altri marchi storici tedeschi, da Mercedes a Porsche, non se la passano meglio e annunciano tagli pesanti. Tutti i dettagli da Enzo Savignano. Con l'esperto di automotive, Andrea Malan, cerchiamo poi di capire le cause di questa crisi e se ci sono possibili vie d'uscita.

Volkswagen

I sindacati non accettano i tagli proposti dai vertici aziendali

La crisi sempre più profonda di Volkswagen

Il più grande costruttore automobilistico europeo sembra essere entrato in un tunnel da cui non riesce a uscire.  Le soluzioni proposte sono molto preoccupanti. Il consiglio di amministrazione di Volkswagen starebbe pianificando tagli al personale molto più estesi di quanto era stato reso noto solo fino a pochi mesi fa. Secondo quanto riportato da numerosi media, potrebbero essere eliminati fino a 100.000 posti di lavoro a livello globale, quindi non solo negli stabilimenti tedeschi ma anche in altri Paesi, in e fuori dall’Europa. Si tratta di una cifra notevole perché ad oggi al livello mondiale VW dà lavoro ad oltre 657.000 persone.

vw lavoratori

Un manifestazione di protesta davanti allo stabilimento di Zwickau

Il consiglio di amministrazione di Volkswagen starebbe prendendo in seria considerazione la possibilità di chiudere nel medio periodo diversi stabilimenti. Fino ad oggi si era parlato soprattutto dello stabilimento di Osnabrück, ma ora sarebbero a rischio chiusura anche quelli di Hannover, Zwickau ed Emden, così come il sito Audi di Neckarsulm. Non sarebbe stata indicata una data precisa per le chiusure, ma questi piani rientrerebbero nella strategia “Vision 2030” presentata nei giorni scorsi al consiglio di amministrazione dall’amministratore delegato, Oliver Blume. Intanto i sindacati, in particolare IG Metall, promettono linea dura contro il piano dei vertici aziendali.

E nemmeno le altre case automobilistiche tedesche stanno meglio

Sta vivendo una fase molto complessa soprattutto la Porsche, il marchio storico delle auto sportive che fa parte del gruppo VW, negli ultimi anni ha visto crollare vendite e produzione Secondo il quotidiano economico Handelsblatt, Porsche potrebbe perdere fino a 4.000 posti di lavoro aggiuntivi, oltre alle riduzioni dell'organico già annunciate di recente. Entro il 2029, circa 1.900 posti di lavoro nell'area di Stoccarda saranno tagliati. Prevista anche la chiusura di tre filiali. Non va meglio e forse la situazione è anche peggio per quanto riguarda Mercedes-Benz che ha visto crollare vendite ed utili.

L’azienda intende adottare un piano di tagli dei costi che riguarderà ovviamente lavoratori, stabilimenti e rivenditori. Il piano prevederebbe non solo tagli del personale ma anche riduzione degli stipendi e della settimana lavorativa. Misure inaccettabili per i sindacati. Va meglio per la BMW, ma anche l’azienda di Monaco di Baviera ha visto crollare gli utili nel primo trimestre 2026. BMW persegue una nuova strategia, definita dagli addetti ai lavori, “tecnologicamente aperta”, che punta cioè a mantenere la produzione di auto con motori a combustione interna, ma anche modelli ibridi plug-in, a fianco di vetture completamente elettriche.

Ascolta i particolari della crisi del settore auto della Germania, cliccando sull'audio del podcast in alto

I motivi della crisi dell’automotive in Germania e non solo

Il settore soprattutto in Europa sconta il calo delle vendite sui mercati esteri, l'agguerrita concorrenza asiatica e la complicata transizione all'elettrico. Insomma, tutte le principali aziende automobilistiche tedesche annunciano tagli occupazionali e chiusura di impianti. Ma è un problema solo o soprattutto tedesco o è tutto il settore ad essere in crisi? Abbiamo girato la domanda al giornalista Andrea Malan, esperto di automotive, collaboratore del quotidiano Domani e di Autonews: “È tutto il settore automobilistico europeo ad essere in crisi, per aggiungere altre aziende a quelle citate, Stellantis, formata da FIAT e Peugeot, ha tagliato varie migliaia di posti di lavoro, più di 10.000 in Italia, quando è stata creata cinque anni fa. Renault, altra casa francese, ha tagliato anche numerosi posti di lavoro”.

Ascolta l'intervista ad Andrea Malan, cliccando sull'audio del podcast in alto