Rabbia, sconcerto e paura dopo l'attentato al CSD di Berlino. COSMO italiano. 28.07.2026. 18:15 Min.. Verfügbar bis 28.07.2027. COSMO. Von Francesco Marzano.
Rabbia, sconcerto e paura dopo l'attentato al CSD di Berlino
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a cura di F. Marzano, C. Giordano, G. Galoppo e T. Pedicini
A tre giorni dall'attentato al Christopher Street Day la capitale tedesca e tutto il Paese sono ancora sotto shock. Cristina Giordano riassume gli ultimi sviluppi delle indagini e le reazioni del mondo politico e della comunità queer. Roberta Aita, giovane italiana presente al CSD, ci racconta la sua esperienza. Infine cerchiamo di capire quanto forte e radicato sia l'estremismo islamico in Germania.
La Porta di Brandeburgo tinta della bandiera arcobaleno, dopo l'attentato al Pride
Chi era Abdul Ballout?
Sul cellulare di Abdul Ballout è stato trovato un video che chiaramente collegherebbe l'attentatore al terrorismo islamista. Nel video, una persona incappucciata presta giuramento di fedeltà al gruppo "Stato islamico". Ma gli inquirenti tuttavia, stanno ancora analizzando tutti gli elementi.
Abdul Ballout ucciso durante uno scontro con la polizia, nella giornata di domenica 26 luglio, era cittadino tedesco, di origini libanesi, nato e cresciuto a Berlino. La madre avrebbe ottenuto la cittadinanza nel 2002. Nonostante avesse solo 21 anni era già stato classificato dalle autorità tedesche come soggetto islamista ad alto rischio, radicalizzato fin da quando aveva 16 anni.
La radicalizzazione di Abdul Ballout
La Procura generale federale, che ha preso in mano il caso, ha confermato che Abdul Ballout avrebbe tentato più volte di unirsi alla milizia dello Stato Islamico. Il 24 luglio 2025 sarebbe stato infatti arrestato in Libano, dove ha scontato 3 mesi di carcere per “istigazione a conflitti religiosi”. Una volta rilasciato, sarebbe stato nuovamente fermato all’aeroporto di Berlino a novembre 2025.
Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt, CSU
Abdul Ballout il 12 maggio 2026 è stato condannato in Germania a una pena detentiva di un anno e 10 mesi. I reati contestati dal tribunale amministrativo di Tiergarten (Berlino): tentata adesione all'ISIS, propaganda a favore dello “Stato Islamico” e preparazione di un reato grave per la sicurezza dello Stato.
Al momento dell’attentato compiuto la sera di sabato 25 luglio, verso le 22:00, con un furgone in cui si è gettato sui manifestanti del Pride berlinese, Ballout si trovava a piede libero perché gli era stata concessa quella che viene definita “libertà condizionale preliminare”.
Il dibattito in Germania si è quindi spostato sulla richiesta di norme più severe contro soggetti radicalizzati e si discute della possibile introduzione di un braccialetto elettronico di sorveglianza. Su questa linea diversi politici della CDU, oltre al ministro dell'Interno Alexander Dobrindt, CSU. Markus Söder, CSU, chiede inoltre di rivedere le norme sulla cittadinanza.
Ascolta le ultime novità sulle indagini nell’approfondimento di Cristina Giordano, cliccando in alto sull’audio
La comunità queer tedesca contro la strumentalizzazione politica
La community LGTBQ+ in Germania si schiera contro la strumentalizzazione politica dell’attentato, come l’associazione per la diversità queer LSVD*, l’attivista transgender Luna Möbius e Alfonso Pantisano, “Queerbeauftragter”, rappresentante della politica queer a Berlino.
La community chiede al governo Merz un sostegno concreto di solidarietà, e una politica più inclusiva. Roberta Aita, artista queer originaria di Caserta e residente a Berlino da oltre dieci anni si trovava proprio sotto al palco alla Porta di Brandeburgo quando il Christopher Street Day è stato interrotto, in seguito all’attentato.
Roberta ai microfoni di COSMO italiano racconta lo sconforto e la paura che questo attentato venga strumentalizzato, distogliendo l’attenzione dalla sicurezza della comunità queer. “Sono convinta che, nonostante la paura, i principi di positività che tengono in vita la comunità queer spingeranno tutti ad andare avanti. Spero anche con un po’ più di interesse politico” – commenta così Roberta Aita.
Ascolta la testimonianza di Roberta Aita, cliccando in alto sull’audio