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La scalata di Unicredit a Commerzbank non piace ai tedeschi COSMO italiano 23.06.2026 15:47 Min. Verfügbar bis 23.06.2027 COSMO Von Francesco Marzano


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La scalata di Unicredit a Commerzbank non piace ai tedeschi

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a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Tommaso Pedicini

Da due anni il gruppo bancario Unicredit sta cercando di scalare la tedesca Commerzbank. Di recente Unicredit, che detiene già circa il 30% delle azioni di Commerzbank, ha presentato una nuova offerta di acquisizione per ulteriori quote. Ma in Germania crescono le resistenze contro il gruppo italiano, sia da parte della politica che dei sindacati che temono pesanti tagli al personale e ai servizi. Ne parliamo con Cristina Giordano e con Isabella Bufacchi, corrispondente del Sole 24 ore.

Protestschild mit der Aufschrift: "Unicredit go away!"

Protesta contro l'acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit

La scalata di Unicredit a Commerzbank

Dopo l’acquisizione di HypoVereinsbank nel 2005, Unicredit ha iniziato la scalata di un’altra banca tedesca, Commerzbank. Due anni fa ha iniziato a rilevare azioni detenute dal governo di Berlino come parte dell’operazione di salvataggio durante la crisi finanziaria provocata dal fallimento di Lehmans Brothers. Successivamente la banca italiana ha acquistato sul mercato altri titoli e oggi detiene il 26,8% di azioni e il 3,22% di derivati, per un totale di quasi il 30%, risultando così il primo azionista.

Il secondo azionista resta invece lo Stato con il 12%. Dopo mesi di indiscrezioni, il 5 maggio scorso Unicredit ha presentato l’offerta pubblica di acquisto formale per tutte le azioni di Commerzbank e ha dichiarato di poter avere accesso ad almeno un altro 12%. Se la proposta venisse accettata dagli azionisti, Unicredit arriverebbe quindi a circa il 42%.

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La fusione non piace ai tedeschi

Commerzbank esorta gli azionisti a respingere l’offerta di acquisto, perché troppo bassa rispetto al valore attuale delle azioni e critica la mancanza di un vero piano di fusione.

Nel corso di questa operazione, è intervenuta anche l’autorità di vigilanza finanziaria. La BaFin (ad aprile 2026) vietando a Unicredit di pubblicare annunci pubblicitari su LinkedIn per convincere gli azionisti a cedere.

Commerzbank tra l’altro ha lasciato intendere che siano state utilizzati anche altri metodi scorretti e chiede più trasparenza. Il termine per l’offerta pubblica di acquisto è scaduto a metà giugno. È tuttavia previsto un periodo di proroga di due settimane per gli investitori ancora indecisi.  

Politicamente come viene vista quest’acquisizione?

Schild von HypoVereinsbank

Hypovereinbank è stata acquisita da Unicredit nel 2005

L’avanzata di Unicredit è sempre stata vista con timore dal mondo politico tedesco: prima dal cancelliere Scholz e poi da Merz. Berlino ipotizza addirittura l’aumento della partecipazione statale in Commerzbank, proprio per impedire una completa acquisizione da parte degli italiani.

Secondo alcune fonti, il governo Merz sarebbe pronto a investire miliardi per garantire lo stop alla fusione. Critico anche il sindacato Verdi, le esternazioni dei vertici di Unicredit sull’ipotesi di un modello più snello per la tedesca Commerzbank, lascerebbe intravedere un piano di licenziamenti, stimato ad almeno 10.000 posti di lavoro. Un taglio che si andrebbe ad aggiungere ai 7.000 posti di lavoro che rientrano già nell’attuale piano di ristrutturazione della banca tedesca.

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L’Europa verso l’unione bancaria?

La giornalista del Sole24ore, Isabella Bufacchi sottolinea a COSMO italiano che nonostante questi timori, i mercati sarebbero favorevoli a una fusione tra Unicredit e Commerzbank. Lo dimostrerebbe il rialzo del titolo in borsa seguito alla comunicazione della banca milanese di voler acquisire Commerzbank.

“L’Europa ha bisogno di campioni bancari” dice la giornalista di base a Francoforte. Ma mentre l’Italia ha già portato avanti il consolidamento bancario, riducendo il numero degli istituti di credito, le banche in Germania secondo Bufacchi, sarebbero ancora troppe.

Ascolta l'intervista completa a Isabella Bufacchi cliccando l'audio in alto nella pagina