Addio Bürgergeld, ora c'è la Grundsicherung per disoccupati. COSMO italiano. 08.07.2026. 24:51 Min.. Verfügbar bis 08.07.2027. COSMO. Von Luciana Caglioti.
Addio Bürgergeld, ora c'è la Grundsicherung per disoccupati
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a cura di Luciana Caglioti, Enzo Savignano e Daniela Nosari
Vita più dura in Germania per chi è disoccupato da più di un anno o ha bisogno del reddito di base: si chiama ora Grundsicherung e prevede nuove sanzioni o l'applicazione più severa di regole già esistenti, e in primo piano c'è la ricerca di un lavoro "ragionevole". Ne parliamo nel dettaglio con Enzo Savignano e con Sara Cavallin, consulente della Caritas di Monaco. Ma qual è l'esperienza degli italiani che hanno ricevuto questo sussidio e come valuta la riforma la sociologa Norma Mattarei di Monaco?
È entrata in vigore da pochi giorni ma la Grundsicherung fa già discutere
Cosa cambia con la Grundsicherung?
Saranno introdotte sanzioni più severe: chi manca ripetutamente agli appuntamenti presso il centro per l'impiego, Jobcenter, senza una giustificazione valida rischia una riduzione più rapida del sussidio, fino al 30% per un mese dopo tre assenze agli appuntamenti con i funzionari dei Jobcenter; nei casi estremi, di fronte a numerosi rifiuti di offerte di lavoro, l'erogazione può essere interrotta del tutto. Ma soprattutto sarà data maggiore priorità alla ricerca di un lavoro rispetto alla formazione.
Le nuove norme prevedono l’accettazione di qualsiasi lavoro ritenuto ragionevole dal Jobcenter: anche se di livello inferiore rispetto alla propria qualifica precedente. Un’altra novità è che la valutazione del patrimonio e dei costi abitativi avverrà più rapidamente rispetto al passato. Chi ha dei risparmi superiori a determinate cifre dovrà usare quelli prima di poter accedere al sussidio - ad esempio chi ha meno di 30 anni potrà tenere 5.000 euro, dai 50 anni in su 20.000 euro.
Numeri sull’ex Arbeitslosengeld II, ex Bürgergeld ora Grundsicherung
Secondo calcoli e dati dell’Agenzia federale del lavoro, confermati dal ministero del Lavoro sono circa 5,5 milioni i percettori del sussidio. Di questi circa 2 milioni non sono, o non sono più, disponibili per il mercato del lavoro; magari perché devono assistere familiari, o sono genitori single, o hanno malattie croniche - è considerato abile al lavoro chi può lavorare almeno 3 ore al giorno. Poi ci sono i bambini e gli adolescenti che ricevono il sussidio, circa 1,8 milioni. Tra i fruitori del sussidio che si rifiuterebbero di lavorare ci sono circa 16.000 persone.
I costi annui per questo sussidio si aggirano tra i 45 e i 50 miliardi di euro. L’onere economico è ripartito principalmente tra due enti finanziatori: il governo federale, che stanzia un po' meno di 30 miliardi, e gli enti locali, solitamente i Comuni. Ma le nuove sanzioni, secondo calcoli recenti, porterebbero ad un risparmio massimo di alcune centinaia di milioni - molti meno dei miliardi di cui aveva parlato inizialmente l'Unione CDU/CSU del cancelliere Friedrich Merz. Comunque, non ci sono calcoli ufficiali su quanti soldi effettivamente vadano persi a cause di truffe o sussidi elargiti a chi non ne aveva diritto, anche se questo è uno dei principali argomenti del governo per la riforma. Il sussidio di base è di circa 563 euro ma per le famiglie, per i costi di abitazione e assistenza sanitaria in media i sussidi superano i 1.600 euro mensili.
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Le critiche alla riforma
Il sussidio in media per una famiglia è di circa 1.600 euro al mese
Il gruppo parlamentare dei Verdi ha sottolineato che il sussidio garantisce solo una sussistenza. Un altro aspetto che fa discutere è il fatto che il disoccupato deve accettare ogni „zumutbare Arbeit“, quindi ogni lavoro ritenuto appunto accettabile, ragionevole. È un concetto che esisteva già, ma l'applicazione sarà più severa. Cosa significa esattamente un lavoro "ragionevole"? Abbiamo girato la domanda alla consulente della Caritas di Monaco, Sara Cavallin: “In generale il lavoro viene considerato ragionevole se tu sei fisicamente e mentalmente in grado di farlo e quindi non ci sono motivi validi e giustificati per rifiutare”.
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Quali sono le reali condizioni di vita dei percettori del sussidio?
Ne abbiamo parlato con Norma Mattarei che conosce bene queste problematiche. Mattarei ha lavorato infatti come assistente sociale e attualmente è docente di sociologia alla Katholische Stiftungshochschule München-Benediktbeuern e alla Katholische Universität Eichstätt Ingolstadt. Le abbiamo anche chiesto una valutazione su questa riforma e chi sono le persone, soprattutto nella comunità italiana, che ricorrono a sussidi come il Bürgergeld, ora Grundsicherung: “Si tratta di persone che hanno dei percorsi lavorativi anche abbastanza precari. Persone che perdono facilmente il lavoro perché non sono molto qualificate e per questo sono dipendenti da questo tipo di sussidi. E spesso sono persone che hanno una certa età e quindi hanno difficoltà a trovare un nuovo lavoro”.
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