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Il braccio violento della legge: i casi Fakir e Pedro C. COSMO italiano 30.07.2026 17 Min. 12 Sek. Verfügbar bis 30.07.2027 COSMO Von Francesco Marzano


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Il braccio violento della legge: i casi Fakir e Pedro C.

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a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Tommaso Pedicini

La morte di Abderrahim Fakir a Bologna e i danni permanenti riportati da Pedro Corona a Colonia a seguito di un intervento delle forze dell'ordine sono solo gli ultimi due casi di presunto uso eccessivo della forza da parte della polizia. Cristina Giordano ci racconta i dettagli delle due vicende. Con Charlotte Baldauf di Amnesty International e l'attivista e politico Luigi Manconi cerchiamo di capire se si tratti di casi isolati o di problemi strutturali, in Italia e in Germania.

Polizei

L'uso della forza da parte della polizia (foto d'archivio)

Fakir e Corona vittime della polizia

Il caso italiano di Abderrahim Fakir, 42 anni, marocchino dall’età di 7 anni in Italia, ucciso dopo l’intervento della polizia a Bologna il 19 luglio scorso, ha scosso l’opinione pubblica che, insieme alla famiglia, chiede giustizia.

La polizia era intervenuta in seguito a una segnalazione al 118, per una persona “in escandescenza”. L’autopsia ha evidenziato sangue nei polmoni e si suppone che sia conseguente a un’eccessiva pressione sul suo corpo da parte degli agenti, che come si vede in diversi spezzoni di video circolati in rete, ignorano la sua richiesta di aiuto.

In Germania sta facendo discutere un altro caso, che riguarda Pedro Corona, educatore trentenne di origine venezuelana, a Colonia. In questo caso era stato riscontrato un problema psichico accertato. In seguito all’intervento della polizia chiamata per procedere a un ricovero coatto l’8 aprile, Pedro Corona è stato ricoverato in terapia intensiva in coma, e oggi riporta danni cerebrali permanenti. L’ipotesi di reato sulla quale sta indagando la procura di Colonia è lesioni personali procurate nell’esercizio delle pubbliche funzioni.

Ascolta la ricostruzione dei due casi di Cristina Giordano, cliccando sull’audio in alto

Cosa hanno in comune questi due casi?

In entrambi i casi, sia Fakir che Corona si trovavano in stato psichicamente alterato e hanno subito un intervento della polizia che, da quanto emerge, appare eccessivo e sproporzionato.

 Demo, Fakir, Bologna, Italien

Manifestanti chiedono giustizia per Fakir

Un ulteriore elemento accomuna i due casi in Italia e in Germania, e cioè la nazionalità straniera delle vittime. Il caso Fakir è stato accostato dal New York Times al caso George Floyd, anche in relazione all’ipotesi di razzismo.

Secondo il giornalista del Manifesto, Mario Di Vito, intervistato da COSMO italiano pur considerando la diversità dei contesti italiano e americano, è chiaro che il razzismo ha un ruolo centrale. “L’elemento del razzismo c’è nel caso di Fakir, perché è avvenuto in un quartiere di Bologna, il Pilastro, in cui vivono molti migranti. C’è questa componente di ‘razzializzazione’ del territorio molto evidente e più volte denunciata”, dice Di Vito.

Anche Charlotte Baldauf, esperta in materia di polizia e diritti umani per Amnesty International in Germania, sottolinea il ruolo che il razzismo potrebbe aver giocato nella vicenda di Pedro Corona: “L’uso della violenza con esiti mortali da parte della polizia in Germania è un problema strutturale. Le vittime sono con una frequenza superiore alla media persone oggetto di discriminazione razzista o in una situazione di povertà, come conferma uno studio dell’Ufficio federale per l'antidiscriminazione”. Amnesty chiede quindi un'analisi approfondita del razzismo istituzionale all'interno delle forze di polizia e l'introduzione di corsi di formazione obbligatori contro il razzismo.

Ascolta l’approfondimento con Charlotte Baldauf, cliccando sull’audio in alto

Clima politico e abusi della polizia

In che modo la politica affronta questi episodi? E che ruolo ha il clima sociale? Ne abbiamo parlato con Luigi Manconi, ex presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e promozione dei diritti umani in Senato, e attuale presidente di „A buon diritto“, associazione da lui fondata che si occupa di diritti umani. Manconi ai microfoni di COSMO italiano spiega: “Negli ultimi anni ho visto un’ostentata indifferenza rispetto a vicende come queste e una tendenza costante a rendere sempre più restrittive le norme di controllo dell’ordine pubblico, e quindi gli effetti dei diritti e delle garanzie per i cittadini”.

Ascolta l’intervista a Luigi Manconi, cliccando sull’audio in alto