Live hören
Jetzt läuft: Ich kenn das auch von Cíntia Sofia Myles

Marcinelle, 70 anni dopo: ricordare per capire il presente COSMO italiano 04.08.2026 20 Min. 26 Sek. Verfügbar bis 04.08.2027 COSMO Von Cristina Giordano


Download Podcast

Marcinelle, 70 anni dopo: ricordare per capire il presente

Stand:

a cura di Cristina Giordano, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, l'8 agosto 1956 avvenne uno dei più gravi incidenti minerari della storia. Il disastro causò la morte di 262 minatori, ben 136 dei quali immigrati italiani. Giulio Galoppo ricostruisce i particolari di quella tragedia, mentre con Paolo di Stefano, autore de "La catastròfa", libro dedicato proprio a Marcinelle, parliamo del contesto storico che aveva portato tanti lavoratori italiani in Belgio, e in Germania, in quegli anni.

Sanitäter bergen Opfer aus dem Bergabu ini Marcinelle

Nell'inferno della miniera di carbone di Marcinelle perdono la vita anche 136 italiani

Gli accordi bilaterali del dopoguerra tra Italia e Belgio

Nel dopoguerra l’Italia, devastata dal conflitto e con una disoccupazione altissima, punta anche sull’emigrazione come strumento economico e sociale di ricostruzione. Il Belgio, dal canto suo, in quegli anni ha un enorme bisogno di manodopera per le miniere, anche perché molti belgi rifiutano di tornare a fare quel lavoro. Il governo belga ricorre ai lavoratori stranieri, soprattutto italiani. Il trasferimento dei lavoratori verso il Belgio avviene tramite un accordo bilaterale siglato a Roma il 23 giugno 1946 dal primo ministro De Gasperi e da quello belga Van Acker. L’accordo prevede uno scambio tra minatori italiani e carbone belga e stabilisce il trasferimento di 50.000 lavoratori italiani nelle miniere belghe. Per ogni minatore italiano, il governo belga garantisce una determinata quantità di carbone all’Italia. Per questo, si parla di accordo “minatore-carbone”, o anche “uomo-carbone”. Molti degli ex minatori, non a caso, riflettendo a posteriori sulla propria esperienza, dicevano di sé di essere stati venduti dall’Italia al Belgio per un sacco di carbone.

Marcinelle – 8 agosto 1956

Un incendio trasforma la miniera di carbone di Bois du Cazier in una trappola mortale. Strutture vecchie, cavi ovunque, anche dove non dovevano esserci, nessun estintore a disposizione, nessuna via di fuga o porte stagne. Tra le fiamme muoiono 262 operai di dodici nazionalità, tra cui quella polacca, greca, belga. Ma la maggior parte delle vittime è italiana, con 136 connazionali. Una strage. Gli inquirenti stabilirono che l’incendio di Marcinelle fu innescato da un errore operativo nel pozzo di sollevamento: un montacarichi partito nel momento sbagliato urta una trave d’acciaio, trancia un cavo elettrico e danneggia condotte dell’olio e dell’aria compressa. Le scintille e il corto circuito fanno il resto, scatenando l’inferno. Molti resoconti sottolineano anche problemi strutturali: scarsa manutenzione, condizioni di sicurezza insufficienti e la presenza di materiali infiammabili vicino alle installazioni elettriche.

Ascolta l’intervento di Giulio Galoppo, cliccando in alto sull’audio

La ricostruzione storica della tragedia

Mehrere Sargen während der Beerdigung der Opfer des Brandes im Bergbau von Marcinelle, Belgien

I funerali delle vittime dell'incendio della miniera di Marcinelle

In quegli anni di emigrazione non si parlava. Il silenzio nascondeva la povertà, i pregiudizi e i sacrifici di milioni di cittadini costretti a espatriare. Le storie di chi lasciava l’Italia erano storie di sofferenza. Il silenzio calò anche sulla tragedia di Marcinelle, in una sorta di rimozione collettiva. A mettere nero su bianco la ricostruzione di quel tragico 8 agosto 1956 è stato lo scrittore Paolo Di Stefano in "La catastròfa". In questo termine, dove si mescolano dialetto, italiano e francese, è racchiuso il dramma di uno dei più gravi disastri minerari d'Europa. Il romanzo di Di Stefano, ispirato a fatti realmente accaduti, dà voce agli ultimi sopravvissuti, alle vedove, agli orfani e ai soccorritori. A settant'anni dalla tragedia di Marcinelle, l'editore Sellerio ne ha pubblicato una nuova edizione arricchita dalla storia di un eroico comandante partigiano morto per uno scambio di turno, dalle lettere di un giovane emiliano ai genitori e dai destini spezzati di alcune vedove-bambine. A COSMO italiano, Di Stefano sottolinea come Marcinelle continui a replicarsi, giorno dopo giorno, nelle storie dei migranti di oggi, sfruttati e costretti a vivere in condizioni miserevoli nel nostro Paese.

Ascolta l’intervista a Paolo Di Stefano, cliccando in alto sull’audio

Gli accordi bilaterali del dopoguerra tra Italia e Germania

Nel dicembre 1955 l'Italia e il governo dell’allora Germania Ovest firmano il primo accordo bilaterale per il reclutamento di manodopera. È l’inizio di un grande flusso di lavoratori italiani verso le fabbriche tedesche, soprattutto dal Mezzogiorno, verso il bacino della Ruhr, soprattutto, poi anche verso Wolfsburg. Inizialmente solo uomini, più tardi anche donne, arrivano in qualità di “Gastarbeiter”, così venivano chiamati, finendo poi col diventare parte integrante della società tedesca. Ne abbiamo parlato molto a COSMO italiano in alcune puntate speciali e in una serie di videointerviste a dicembre 2025.