Live hören
Jetzt läuft: Ich kenn das auch von Cíntia Sofia Myles

Ponti pericolosi tra Italia e Germania, dobbiamo preoccuparci? COSMO italiano 29.07.2026 18 Min. 26 Sek. Verfügbar bis 29.07.2027 COSMO Von Francesco Marzano


Download Podcast

Ponti pericolosi tra Italia e Germania, dobbiamo preoccuparci?

Stand:

a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Cristiano Cruciani

Estate, tempo di prendere la macchina e andare verso sud per le vacanze, ma in che stato si trovano i ponti autostradali? Con Cristina Giordano parliamo del Nordbrücke di Bonn, chiuso da un giorno all'altro perché rischiava il crollo. Con l'avvocata Rosanna Stifano, vicepresidente di Assoutenti, ripercorriamo la dolorosa storia del ponte Morandi di Genova all'indomani della sentenza di primo grado.

Nordbrücke, Bonn,

Il Ponte Nord a Bonn (Nordbrücke)

Il caso del ponte Nordbrücke di Bonn

Si tratta di un ponte che risale alla fine degli anni ’60 e da oltre vent’anni era stata evidenziata la necessità di interventi di manutenzione consistenti, mai realizzati. Tuttavia, senza alcun avviso, pendolari e studenti il 3 giugno 2026 si sono improvvisamente trovati davanti al ponte completamente chiuso. 

La società Autobahn GmbH sostiene che fosse una chiusura inderogabile, a causa dello stato dei danni del ponte, più gravi del previsto, perché riguardano la struttura portante. Il rischio che si potesse sfiorare la tragedia come a Dresda, o addirittura la strage come a Genova era più che concreto. Il 15 luglio 2026 sono iniziati i lavori di demolizione parziale del ponte che dureranno a lungo, ed è esclusa l'apertura prima del 2028. 

Il traffico della regione nel caos

Il ponte Nord di Bonn è un tratto della A565, parte della rete autostradale e rappresenta il collegamento più importante tra Bonn e il distretto di Rhein-Sieg, il terzo distretto più grande di tutta la Germania, con oltre 600.000 abitanti e città come Siegburg o Troisdorf. Da questo ponte transitano quotidianamente oltre 100.000 veicoli, di cui 5.000 camion oltre le 7,5 tonnellate di peso. Un traffico intenso che è ovviamente una delle cause principali della sua usura e del suo stato fatiscente odierno.

Essendo un ponte collegato a un’autostrada, la responsabilità ricade sul ministro dei Trasporti federale. In questo caso, prima l’ormai ex ministro Peter Schnieder e ora Steffen Bilger, il neo-ministro nominato da Merz dopo il rimpasto di governo. 

Secondo uno studio, in tutta la Germania 16.000 ponti sarebbero fatiscenti. Tra questi il Ponte sul Reno a Neuenkamp, dell’autostrada A40, che collega la Ruhr con il Niederrhein e il ponte Moseltalbrücke, dell'autostrada A61 in Renania-Palatinato, che attraversa la regione della Mosella. 

Ascolta l’intervento di Cristina Giordano, cliccando in alto sull’audio

La sentenza del crollo del Ponte Morandi a Genova

Lo scorso 16 luglio è arrivata la sentenza di primo grado relativa alle responsabilità per il crollo del 14 agosto 2018, che ha causato la morte di 43 persone. La sentenza emessa dal tribunale ha condannato 32 persone, per un totale di 180 anni di carcere, condannate per i reati di crollo colposo e omicidio stradale.

Tra i principali responsabili, Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia (Aspi), condannato a 12 anni di carcere e Michele Donferri Mitelli, dirigente responsabile delle manutenzioni per Aspi, condannato a una pena di 11 di reclusione.

Genua Brücke, Ponte Morandi, Einsturz, 14. August 2018

Rosanna Stifano, vicepresidente dell'associazione consumatori di Genova Assoutenti e avvocata di parte civile nel processo è soddisfatta della sentenza, che a 8 anni dal crollo, stabilisce le responsabilità e apre la via ai risarcimenti danni per i residenti, non interessati dall’esproprio.

“Questa è una città che è stata abbandonata per tanto tempo nella manutenzione delle infrastrutture autostradali”, non solo nella tragedia del ponte Morandi – dice Stifano, che fa riferimento anche alle inchieste che hanno evidenziato numerose irregolarità ai pannelli fonoassorbenti di protezione alle abitazioni di molti cittadini.

Ascolta l’intervista a Rosanna Stifano, cliccando in alto sull’audio