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ThyssenKrupp: sì alla semilibertà per i due manager tedeschi

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di Cristina Giordano

Notizia in esclusiva di Radio Colonia. Espenhahn e Priegnitz, i due manager tedeschi condannati a 5 anni per omicidio e incendio colposo dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino non faranno il carcere pieno. La procura ha dato il via libera alla semilibertà.

Semilibertà per i due manager tedeschi

La procura di Essen ha autorizzato la semilibertà per Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager tedeschi di ThyssenKrupp ritenuti corresponsabili dell'incendio che nel 2007, nello stabilimento di Torino, causò la morte di 7 operai. La conferma ci arriva direttamente dalla procuratrice generale Anette Milk, intervistata da Cristina Giordano:

« È previsto che i due condannati scontino la pena con il cosiddetto “offener Vollzug”. (Questa misura) è stata autorizzata. E l’iter procedurale è stato eseguito. Offener Vollzug significa che i detenuti sono in un penitenziario ma possono lasciarlo ogni giorno per andare a lavorare, e devono tornare la sera. »

Nemmeno un giorno di carcere pieno

I due manager tedeschi non faranno nemmeno un giorno di carcere pieno. Ma fin dal primo giorno dell’esecuzione della pena, i due condannati Espenhahn e Prignitz avranno diritto a questa forma di detenzione più leggera. Di giorno si recheranno sul proprio posto di lavoro – con la propria auto o con i mezzi pubblici (questo lo deciderà il penitenziario), e torneranno in carcere per la notte. Secondo quanto prevede la legge tedesca, è inoltre possibile che Espenhahn e Priegnitz possano trascorrere i fine settimana con la propria famiglia – ma si tratta di un tipo di permesso speciale che può essere autorizzato dal penitenziario, solo dopo aver valutato il comportamento dei due detenuti.

Cosa dice la legge tedesca

Secondo la procura di Essen, l’ «offener Vollzug », ovvero la semilibertà, è una misura possibile in Germania,  se sussistono le necessarie condizioni. Così la procuratrice Anette Milk:

«In Germania l’ « offener Vollzug» viene concesso per condannati, che non abbiano commesso crimini estremamente violenti o reati di tipo sessuale. E se hanno un posto di lavoro regolamentato/con contratto di lavoro.»

La decisione della procura di Essen

La procura di Essen ha valutato le condizioni, e concesso questa misura a Espenhahn e Priegnitz, seguendo il cosiddetto «Vollstreckungsplan», il piano di esecuzione della pena – previsto dal ministero della giustizia del Nordreno-Vestfalia, in cui si stabiliscono le modalità di esecuzione, a seconda dei reati. Il ritardo con cui viene comunicata questa decisione è dovuto tra l’altro al fatto che l’istituto penitenziario che inizialmente avrebbe dovuto accogliere i due manager tedeschi fosse oltre il raggio di 100 km dal posto di lavoro. È stato quindi necessasrio trovare un carcere più vicino per avere maggior possibilità di controllo sui detenuti, questo ha richiesto tempo. Secondo l’esperienza di alcuni avvocati penalisti, il Land del Nordreno-Vestfalia tende a concedere più facilmente questa forma di detenzione più leggera.

L’esecuzione della pena è già partita?

Per entrambi i condannati è stata emessa la cosiddetta «Ladung », l’ordine a presentarsi in carcere. Entro circa un mese sia Espenhahn che Priegnitz dovrebbero iniziare a scontare la loro pena. La procuratrice generale Milk ha ipotizzato che il carcere possa imporre ai due detenuti 14 giorni di quarantena – a causa del Coronavirus, e poi permettere loro di continuare ad andare a lavorare. Ma non abbiamo notizie in merito.

La reazione in Italia

Rosi De Masi, mamma di Giuseppe, che in quel rogo ha perso la vita, dopo aver saputo la notizia, ha commentato così:

«Non si può, non dovevano accettarglielo. Non è possibile. Noi verremo in Germania adesso e ci metteremo lì davanti, ce lo devono dire in faccia. Hanno accordato la semilibertà ai maledetti tedeschi assassini. Io lo sapevo che finiva così. Maledetti.»