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Vespa, una passione lunga 80 anni. Anche in Germania COSMO italiano 06.08.2026 19 Min. 22 Sek. Verfügbar bis 06.08.2027 COSMO Von Cristina Giordano


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Vespa, una passione lunga 80 anni. Anche in Germania

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a cura di Cristina Giordano, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Quando la Piaggio lanciò il primo modello della Vespa nel 1946 nessuno poteva immaginare il successo planetario che avrebbe avuto questo scooter che incarna al meglio l'italian style nel mondo. Giulio Galoppo racconta la storia di come nacque la Vespa e di questi 80 anni di leggenda. Con Pasquale Del Sorbo, presidente del Club Vespa Lörrach, in Baden -Württemberg, parliamo di come la Vespa sia un mito anche in Germania.

Vespa-Roller verschiedener Farben

Vespa, lo scooter iconico della Piaggio compie 80 anni

Vespa: 80 anni di passione a due ruote

È il 1946. La fabbrica di Enrico Piaggio a Pontedera, in Toscana, è in rovina dopo i bombardamenti, gli Alleati vietano di produrre armamenti, e l’Italia ha bisogno di un mezzo economico, robusto, facile da usare. Piaggio cerca quindi un prodotto civile per rimettere in moto l’azienda e affida l’incarico a Corradino D’Ascanio, che, in verità, è un progettista aeronautico, in particolare di elicotteri. Progetta quindi qualcosa che rompe tutte le regole dell’epoca: niente montante centrale, accesso libero, una lamiera che protegge le gambe, il motore nascosto sotto il cofano. Il primo scooter ha 3 cavalli e arriva a 60 km/h. D’Ascanio inventa anche il “braccio oscillante di trasmissione”, che rende la Vespa più semplice da manovrare e contribuisce al suo successo immediato. Il 23 aprile, viene depositata la domanda di brevetto, e nello stesso anno, nello stabilimento Piaggio di Pontedera escono i primi esemplari.

Vespa, icona pop

La Vespa diviene quasi subito un simbolo nazionale e, sicuramente, anche della rinascita del Paese dopo gli orrori della guerra. All’estero incarna, invece, l’idea di stile italiano. Al suo successo contribuisce in parte anche il cinema. Si pensi al film Vacanze romane, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, del 1953, che diede inizio a una lunga tradizione cinematografica per la Vespa. Sono, infatti, tantissimi i registi che la vogliono co-protagonista nei propri film, da Spielberg, a Hitchcock, Monicelli, Risi, e via via, fino a Nanni Moretti nel suo splendido film Caro Diario. Oggi si contano quasi 20 milioni di esemplari venduti dall’inizio della produzione.

Ascolta l’intervento di Giulio Galoppo, cliccando in alto sull’audio

Anche il cuore tedesco batte forte per la Vespa

Pasquale del Sorbo, Vorsitzender von Vespa Club Lörrach in Baden-Württemberg

Pasquale Del Sorbo con una delle sue inseparabili Vespe

La Vespa sbarca in Germania già nel 1950, con un accordo di licenza con le Hoffmann-Werke di Lintorf; la prima Vespa tedesca viene presentata alla fiera di Francoforte e la produzione parte a marzo, anche se si interrompe nel 1954 per una modifica non autorizzata del modello. Nel 1955 Piaggio si accorda con Messerschmitt di Ratisbona per l’assemblaggio, e nel 1957 nasce la Vespa GmbH ad Augusta. Già alla fine degli anni Cinquanta si contano oltre 170 Vespa Club in Germania; oggi la passione è più viva che mai, con decine di raduni annuali, una rivista dedicata e oltre 250 Club di vespisti. Lo sa bene Pasquale Del Sorbo, presidente dagli inizi degli anni 2000 del Vespa Club Lörrach, in Baden-Württemberg, nel sud della Germania, fondato nel 1953 e, quindi, uno dei più antichi club di vespisti tedeschi. Per lui, montare in sella alla sua Vespa è rimanere fedele a uno stile di vita, che dà spazio ai dettagli, al prendersi tempo per godersi il paesaggio, fare tappa nelle piazze di paese o ai margini di una foresta, con calma, senza correre. La “dolce vita”, appunto.

Ascolta l’intervista a Pasquale Del Sorbo, cliccando in alto sull’audio

Schwalbe, la versione della DDR

Ulrich Siegmund, Spitzenkandidat der AfD für die Landtagswahl in Sachsen-Anhalt im September 2026, auf einer Schwalbe, Roller der DDR, produziert von Simson

Ulrich Siegmund, candidato di punta della AfD in Sassonia-Anhalt, in sella a una Schwalbe

Mentre la Vespa conquistava le strade della Germania dell'Ovest, a Est si viaggiava in sella alla "Schwalbe", letteralmente la rondine, la versione sovietica della Vespa. A produrla era l'azienda tedesca Simson, conosciuta anche per il Simson S51, la motocicletta della DDR, oggi oggetto di una contesa politica non indifferente.Il partito di ultradestra AfD ha eletto, infatti, i motocicli Simson a strumento di propaganda politici, sfruttandone la sua diffusione, come motocicletta cult nei Länder della ex DDR, con l’intento di abbattere così la distanza tra leader e cittadini, soprattutto i più giovani. L'AfD ha persino promosso la proposta di far riconoscere il Simson come patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. Gli eredi della famiglia Simson, di origine ebrea e fuggita dalla Germania nazista negli USA nel 1936 si oppongono a questa strumentalizzazione da parte dell'AfD, sostenuti anche dal Centro per la comprensione interculturale di Dresda che ha lanciato una petizione proprio per tutelare il marchio Simson. Petizione arrivata già a oltre 18400 firme.