Thyssenkrupp e le incredibili carriere dei manager condannati. COSMO italiano. 12.08.2026. 18 Min. 8 Sek.. Verfügbar bis 12.08.2027. COSMO. Von Cristina Giordano.
Thyssenkrupp e le incredibili carriere dei manager condannati
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a cura di Cristina Giordano, Enzo Savignano e Tommaso Pedicini
Harald Espenhahn, condannato per omicidio colposo plurimo per il rogo del 2007 in uno stabilimento di Torino che provocò la morte di sette operai, è stato nominato Ceo di una controllata del gruppo di Essen. E anche l'altro manager condannato per la strage, Gerald Priegnitz, continua la sua carriera per Thyssen come se niente fosse. Tutti i dettagli da Enzo Savignano. E la reazione di Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo del 2007.
Il manager di ThyssenKrupp, Harald Espenhahn, durante il processo
Espenhahn un manager in continua ascesa
La carriera di Harald Espenhahn per ThyssenKrupp non si è mai arrestata, nemmeno dopo la condanna definitiva per omicidio colposo plurimo, incendio colposo ed omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.
Dal 2025 era "responsabile dell'ambiente, della tecnologia e della manutenzione" per ThyssenKrupp Steel Europe (Head of Technology, Enviroment & Maintenance"), ora ha ricevuto un'ulteriore promozione: dal 1° agosto 2026 il manager è amministratore delegato di ThyssenKrupp Rasselstein ad Andernach, e guiderà quindi lo stabilimento di packaging-steel tra i più grandi al mondo, specializzato nella produzione di acciaio laminato e sottile per realizzare barattoli per alimenti, bombolette spray, tappi e contenitori industriali.
ThyssenKrupp loda Espenhahn
In una nota aziendale, ricevuta anche dalla redazione di Cosmo italiano, si sottolinea che Harald Espenhahnn avrebbe “una grande esperienza nell’industria” e che “porterà avanti in modo rigoroso” lo sviluppo dell’azienda. E che “i fatti rilevanti legati al rogo”, costato la vita ai sette lavoratori dello stabilimento torinese, “sono noti alle amministrazioni responsabili che sono state coinvolte nel procedimento decisionale”. Infine, si fa riferimento anche alla posizione penale di Espenhahn e nella nota si sostiene che il suo percorso giudiziario è “totalmente concluso”.
E visto che seguiamo il caso da anni, abbiamo chiesto a ThyssenKrupp un'intervista per motivare in modo più dettagliato la decisione, ma l'ufficio stampa ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni, per tutelare la privacy del suo manager. Un silenzio che urta contro la realtà dei fatti: Espenhahn è stato condannato in via definitiva, anche se ad una pena ridotta rispetto a quella stabilita dalla sentenza italiana. Non è ancora chiaro se Espenhahn abbia scontato definitivamente la sua pena, comunque in regime di semilibertà, ovvero solo pernottando nel penitenziario. L’altro manager tedesco condannato per il rogo di Torino, Gerald Priegnitz, nel 2022 ha terminato la pena per buona condotta.
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“È una farsa”
I familiari delle sette vittime chiedono ancora giustizia
Lo sostiene ai microfoni di Cristina Giordano, l’unico sopravvissuto al rogo dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007, Antonio Boccuzzi. Da quasi vent'anni Boccuzzi non smette di lottare per avere giustizia per i suoi compagni di lavoro che in quella fabbrica hanno perso la vita: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi. Antonio Boccuzzi era lì con loro quella notte. Oggi gli abbiamo chiesto: che effetto fa sapere che un manager condannato per la strage, non solo non è stato licenziato, ma sta facendo una carriera vertiginosa all'interno dello stesso gruppo? “Per assurdo non sono sorpreso – ha risposto Boccuzzi – la notizia mi lascia tanta amarezza, perché siamo passati da un processo che avrebbe dovuto avere un’eco enorme, e da una sentenza da molti definita storica. Ecco tutto questo è stato sostituito da una grande sconfitta, a mio avviso.”
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